Bertoli Maila Bertoli Maila . Padova, (Veneto) Guida Turistica Padova e ville venete Provincia di Padova.
Guida Turistica Padova e Ville Venete Padova, (Veneto). 3385648858. .

Davvero un Santo senza nome?

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Da buona padovana fortemente affetta da "mal di tradizione" non posso oggi non festeggiare la festa del nostro "Santo senza nome". Anche solo col pensiero. Ecco che allora mi viene spontaneo tornare con la mente ai vari ricordi sparsi nella memoria e ricostruire quello che per me era il 13 giugno.Intanto qualche giorno prima si andava in visita sul posto. Arrivavamo dal Prato della Valle e, dicendo questo, sento quel fresco-caldo dei sottoportici di via Belludi appoggiarsi ancora, come allora, sul mio visetto di bambina. Mentre scrivo sorrido perché il mio sguardo non si fermava ad ammirare facciata, cupole, stili. ZERO. Quello che morbosamente il mio occhio cercava erano

le "meteostatuette cambiacolore" in vendita sulle bancarelle della via. Alcune avevano perfino dei microcristalli, costavano un po' di più. In cuor mio speravo che iniziasse a piovere per vederla di un colore misto. A terra, come piccole stazioni di Via Crucis, mendicanti tendevano la mano e, all'epoca, ci si fermava a dare qualche moneta. Oggi siamo tutti poveri, nelle tasche e nei sentimenti. Si passava il bar all'angolo che chiudeva la promenade profumata di caffè, brioche, dolci del Santo E si arrivava sul Piazzale. ERA ORA. Chicchi di grano, che dei signori mettevano a disposizione, o qualche briciola che trovavo nelle tasche. E via. Buon pranzo e buona festa a voi piccioni!

Un volo insieme a loro e poi si entrava. "Guarda la Madonna che ti segue con gli occhi" mi sussurrava mia mamma.Mi segue con gli occhi?A me sorrideva, perfino, e se mi impegnavo mi salutava per nome! Poi in teoria si doveva ascoltare la messa ma noi la ascoltavamo girando intorno. mi piaceva questo tipo di preghiera ambulante. Si andava a salutare il Santo. Mano sul quel marmo verde e freddo, esprimi desiderio, sempre lo stesso che non vi dirò, e poi iniziava la parte più interessante per me. Guardare foto e leggere i P.G.R appesi ovunque. Io privilegiavo quelli dei bambini, quelli dei grandi non li capivo o non volevo capirli. Era bello leggere tutte quelle storie a lieto fine. I buoni vincono sempre. Così almeno la pensavo allora___Poi sguardo interrogativo a quelle candele distese e non accese e si continuava il giro. La tonaca del Santo con i buchetti qua e la, ed io volevo crederci che quel santino che avevo in tasca con un quadratino della veste fosse davvero preso da lì. Mi sentivo così fortunata ad averlo. Deve essere ancora da qualche parte. Poi si concludeva il giro e si usciva all'aria aperta. Ciao Magnolia. Era enorme già allora. Anzi di più. Poi mio papà mi faceva salire sul parapetto e con una mano mi teneva mentre io, sorridente equilibrista, camminavo tra le colonne. Come fosse ieri. Ricordo indelebile.

Quindi si faceva ritorno. Non a casa ma in Prato della Valle dove, a quel tempo, c'erano le giostre. Dalla parte di Via Cavalletto quelle per mio fratello e mia sorella- Gli aerei si staccavano e volavano sul serio allora. GIURO. Dalla parte di Santa Giustina, un po' più distanziate, quelle per me. Cavallini beige stile barocco. FELICITA'.

Il 13 giugno invece c'era la festa. Non ci giuro ma credo di essere andata a scuola qualche anno al mattino. In ogni caso a casa si mangiava di corsa e via al mare! Mio papà stava apposta a casa dal lavoro. Il mare infrasettimanale è strepitoso. Si tornava presto poi per evitare le code e per festeggiare. Buon onomastico cara "Nonna Antonia", che non aveva conosciuto Sant'Antonio, io la vedevo così giovane del resto, ma San Leopoldo si. Ne andava fiera. Io pure. I mille parenti avevano comprato il pesce e si festeggiava insieme sotto le vigne...

-> Oggi giostre in Prato e Nonna Antonia non ci sono più ma io lo sento ancora Mio questo Santo dai mille nomi e dai tanti ricordi. Arrivo in metrobus al Santo e da lontano ammiro le cupole, ripasso date, ripeto nomi. Ma il mio occhio cerca ancora le meteostatuette- rimpiazzate sempre più da figure di santi che sorridono artificialmente se ti sposti. Non noto nemmeno i mendicanti- accidenti perché siamo diventati così. Le gambette che inseguono i piccioni sono quelle del mio bambino. Oggi come allora. Ed entrando lo prendo per mano, mi abbasso altezza testolina e dico "Guarda la Madonna che ti segue con gli occhi". In attesa butto l'occhio sulle tre età della vita- un tempo non sapevo che si invecchiasse- mi siedo sul MIO POSTO in un punto speciale. Volgo lo sguardo verso il soffitto e mi dico "Gaude felix Padua, ce l'hai un tesoro, sul serio". E aspettando l'ultima corsetta del mio bimbo- di ultime ce ne sono ogni volta almeno dieci- guardo le cupole e i tanti turisti portati qui da mille venti e da mille perché. Allora penso a quel vinile dalla copertina verde tutto impolverato, consumato dai giri e impregnato dai nostri cori di famiglia . Proprio allora mi rendo conto che "ritrovo tutti i popoii davanti a sta basiica. chi che ga visto PADOVA no poe scordarla più..."

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