Bertoli Maila Bertoli Maila . Padova, (Veneto) Guida Turistica Padova e ville venete Provincia di Padova.
Guida Turistica Padova e Ville Venete Padova, (Veneto). 3385648858. .

Uno Spartiacque tra me e Padova.

 

Guido Morandini e Bertoli Maila

“Es war Reiselust, nichts weiter”..Era voglia di viaggiare..null'altro. L'ho provata sabato scorso in seguito a questo incontro improvviso, inaspettato, ma accolto a braccia aperte. Era tarda mattinata, io e Maurizio degli “Amissi del Piovego” avevamo appena terminato di sistemare la barca e ce ne stavamo andando. Non so perché abbiamo indugiato un po', parlato di niente, perso tempo- leggi: guadagnato tempo. Guardavamo in giro, non sapevo ancora che in realtà

stavamo aspettando, aspettavamo LORO. Dal nulla, come un miraggio, sono comparsi da dietro Libeskind ed io, moderna “Gustav von Aschenbach” uscita dalla penna del grande Thomas Mann, senza rendermene conto mi sono fatta rapire da quello che stava per succedere.

In medias res. Li guardiamo, ci guardano, ci salutiamo. “Complimenti per la vogata, semplice ma di una tecnica perfettissima” dice Maurizio; io non me ne intendo, ma lo noto. Davanti a noi sfila questa barchetta esile, origami piegato a perfezione. Non fa rumore, accarezza l'acqua che sembra essersi trasformata in seta.. “Da dove venite?” “Da Troia!in Turchia!” -Seee. Figurati, penso io- “E dove siete diretti?” “A Venezia!” - Ecco. Appunto-. E spariscono dentro alla Conca. Io e Maurizio ci guardiamo e non parliamo, non diciamo assolutamente niente. Già ci hanno fregati, abbiamo abboccato, il nostro destino per la prossima ora si incrocia e si fonde con il loro.

Ritornano e sembrano andarsene, hanno fretta. Poi basta soltanto una nostra parola, si fermano. Tornano indietro, accostano e iniziamo a parlare. Ladra di dettagli da sempre, io, in tre secondi ho già osservato e inventariato tutto quello che mi sta davanti, nell'ordine: due macchine fotografiche, un cavalletto, due remi mai visti e due cappelli- “Strohhut”, accidenti! i manniani cappelli di paglia- tutto quadra. E poi due magliette nere con delle stampe, Rai 5. Non capisco. Non mi rendo conto ancora. Sono di colore nero, anche se sulle spalle il sole ha mangiato un po' di colore, o, meglio, le loro spalle si portano dietro tutto il sole che hanno incontrano per strada. Una valigetta chiusa. Un paio di scarpe. Mentre noto tutto, vengo rapita da questo accento che sa di terre lontane, che suona di entusiasmo, di passione per il Nuovo. Noto un'altra scritta. Spartiacque- Ma che nome singolare per una barca- Rai5. Ancora Rai5. Mah.

 

Maurizio Ulliana e Guido Morandini  

 

Basta una parola in più e in un attimo è già sceso dalla barca. Non ha tempo di arrivare all'attracco. Sbarca lì dov'è. Ha fretta. Fretta di conoscere, sete di imparare. Apre la valigetta ed estrae una telecamera. Non ci dice chi è ma a noi non interessa. Ci fidiamo. Un ciclone. Raccontiamo-chiediamo-chiedono e solo alla fine rispondono -Mappensatè- Padova si è vestita a festa per loro, un sole splendente, un cielo limpido, afa tenuta a bada. Padova quando si mette, e lo fa sempre, dà il meglio di sé. Pareva lo sapesse e si è preparata alla grande. La mia testa no, ma non importa, si adegua all'istante. Se una cosa si può fare, perché non farla. “Se volete vi seguiamo fino all'uscita dalla città”. “Davvero?” Sono felici, siamo felici. Partiamo, “a paro” come si dice da noi, a fianco a fianco ci scambiamo fitte informazioni e dopo 5 metri li conosciamo da sempre. Angelo non parla molto ma il suo nome mi pare da subito così azzeccato. Stanco, assetato, ma straordinario. Sa di buono, di chi ascolta e c'è. Guido, che scopriamo essere il regista, ci racconta del loro viaggio, i nostri occhi vedono solo loro, vedono attraverso i loro e le nostre orecchie non sentono né auto, né traffico. Solo la loro dolcissima melodia. REISELUST. Voglia di viaggiare. Con loro, grazie a loro. In brevissimo tempo, un attimo, percorriamo la via d'acqua, ponte-vetrini-comacina-gasometro-Antenore.-Portello-Capitèo-D'alviano le femene-il castello-el leon-San Prosdo... Non c'è tempo di raccontare tutto. Loro ci ascoltano e sorridono, sorridono mentre parlano. Non capita spesso di vedere parole sorridenti. Le loro parole hanno un sorriso di libertà, di tanti luoghi e di nessun luogo-Time out_____Arrivati a destinazione. SPARTIACQUE, noi di qua, voi di là. Una foto. Grazie, abbiamo dato e scambiato emozioni di vita.

E, come in ogni favola che si rispetti, anche questa ha la sua morale. Guido, ammaliatore di anime, estrae un pezzo di ossidiana da “nonsodove” e me la porge: “Questa la regalo a te. Siamo partiti con un tronco enorme e strada facendo ne abbiamo donato dei pezzi a chi abbiamo incontrato e ci ha dato qualcosa. Il viaggio è uno scambio. Di cose portate e ricevute. Noi abbiamo preso da voi e voi ora ricevete questa da noi. Qui dentro c'è tutto il nostro viaggio, da Palmarola a qui ed io la dono a te”. E, siccome tutto per me non avviene per caso, tutto è un segno di qualcosa, sto ancora cercando di capire il perché di tutto ciò. Carissimo e straordinario ammaliatore di vite. La tua pietra non la tolgo più dalla mia borsa di lavoro. Continuerà a camminare sui miei piedi, tra le pietre di Padova, per strade, vie e piazze, al battito del mio cuore che tu hai contribuito a far battere più velocemente anche solo per un attimo, tanto era il mio entusiasmo. Camminerà dando a chi mi ascolterà, ma anche ricevendo. Il viaggio è un dare e, quant'è vero, un ricevere. Come dice quella canzone, “ho in tasca una piccola pietra, per costruire pace dove non c'è; io la porterò dove mi porterà questa speranza, dentro che non mi abbandona mai, io la porterò con tutto il peso che ha, piccola pietra che forse un giorno si poserà”.

 

Guido Morandin e l'ossidiana

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