Bertoli Maila Bertoli Maila . Padova, (Veneto) Guida Turistica Padova e ville venete Provincia di Padova.
Guida Turistica Padova e Ville Venete Padova, (Veneto). 3385648858. .

Con Antenore sullo Spartiacque di Padova. Cronaca di una favola.

Bertoli Maila e Guido Morandini di Rai 5. Padova

“Penso che un sogno così non ritorni mai più...”. No, stavolta devo modificare la mia colonna sonora. Un sogno così ritorna. Me lo aveva promesso. Ne ero sicura, è una persona schietta e sincera, ma io non ho voluto crederci, attese zero → delusioni zero. Stavolta è diverso sin dall'inizio. Un mese fa l'incontro è piovuto dal cielo, o meglio, comparso sull'acqua. Niente avvertimenti precedenti, vissuto “on air” minuto per minuto, così com'ero, neanche il tempo di pensare a cosa dire o fare. Ora ho del tempo per

metabolizzare ciò che sta per succedere. “Se tu verrai...alle 4, dalle 3 comincerò ad essere felice...Ci vogliono i riti”. Sono fuori città quando mi avvertono dell'arrivo. Chiamo immediatamente mio papà. Vengono! Felicità mode ON. Rigiro tra le mani l'ossidiana che mi aveva regalato e penso. “Il viaggio è un dare e anche un ricevere”, me lo ha insegnato lui, voglio dargli qualcosa...“un barcé!”. Mio padre dice “non ce la farò mai”. Avrò pur preso da qualcuno. Quotando mia madre rispondo “Smettila. Mettiti al lavoro che ce l'hai sempre fatta”. Messaggi e foto sul telefono mi aggiornano sul lavoro. Lui si legge tutto il blog guarda e riguarda le foto e poi parte, senza nemmeno averla vista dal vivo. Un pezzo di grondaia di rame, due angoli di compensato, 4 sassi del giardino di casa. E dalle sue mani nasce il barcé. Torno a casa e lo guardo. E' un grande. Ma non glielo dico come sempre...Cosa manca?STROHHUT!Il cappello di paglia! Tutto è pronto. Insisto un po' e ottengo che mio padre venga con me. 4 occhi vedono meglio di 2. Due cuori insieme battono più lenti di fronte a una grande emozione. Sarà bello ricordare insieme poi. Arriviamo in albergo. Incontro Giuseppe, l'operatore, non parla molto ma è gentilissimo da subito. Poi entra in scena lei. Claudia Tarantino. Ci stringe la mano e già ci ha conquistato. Se li è scelti a sua immagine e somiglianza. Un ciclone di simpatia. Bellissima, ha la pelle trasparente, come i suoi occhi, vivi e sinceri. I suoi capelli sono “liberi” e sconfinati, eppure misurati e contenuti. Come lei. Che quando ti saluta, ti bacia con lo schiocco. Ed ecco Guido Morandini, il grande ammaliatore di anime che esce con la bici sotto il braccio come avesse un giornale in mano. Gli diamo il barcè. Gli piace molto. Guarda mio padre e con uno sguardo e due parole conquista pure lui.

 

 

 

In centro attendiamo Huseyin Urkmez, il navigante venuto dal passato. Entra in scena davanti a noi, e con la bici fa una piroetta. Un personaggio. C'è tanta gente ad attenderlo, anche il mio compagno di avventura Maurizio Ulliana e “Gli Amissi del Piovego” che hanno creato il contatto. Padova ama Huseyin Urkmez. Capisco subito perché. E' limpido, sincero, quasi ingenuo, pena forse l'ostacolo della lingua. La troupe di Spartiacque se ne sta in disparte e osserva, rapita da questo eroe. Gli lascia la scena. Ammirerò più volte questo loro modo di fare in questi due giorni che trascorrerò con loro. Guido non sente la necessità di dimostrare chi è. C'è differenza tra chi è e chi fa. Lui è e basta. Un esperto regista, lascia la scena a chi ne ha bisogno, e gli regala anche un lungo primo piano. C'è un che di nobile in questo suo alto rispetto del prossimo. Guido è uno che ti dice spesso “lavoriamo tanto” , ma non lo fa per vantarsi. Lo dice con molta umiltà, grato per questo lavoro che svolge con dignità e grande passione. Qualche imprevisto rallenta il tutto, anche io e mio papà entriamo nel set, cerchiamo di risolvere i problemi. Poi qualche ripresa del dialogo tra Huseyin e Guido, che si guardano e si intendono da subito, come l'immagine riflessa in uno specchio. La sera ceniamo noi due, loro, Maurizio e Huseyin al ristorantino dei miei zii. Dietro casa. Gli regalo così un po' della mia vita. Il viaggio è un dare e un ricevere. Il mattino seguente torniamo alle Porte Contarine. Stavolta siamo solo noi e due Amissi del Piovego. Guido e Huseyin girano l'intervista. Mi commuovo a vedere quest'ultimo mentre parla del suo viaggio. Il mare è nei suoi occhi, le onde sulla sua pelle. Noto una cicatrice.”Aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso”. Mio padre gli chiede “ma tu sei sposato? Io.. liberooo!” Ci fa sorridere. Aiutiamo Huseyin a mettere in acqua la barca e lui fa due remate con tutta la sua forza, come un bambino che ti mostra come sa correre più forte della luce. Anche questo mi ruba un sorriso. Lo salutiamo e io gli dico “Ciao Antenore!”. Una risata che fa ancora eco nella mia testa.

Huseyin Urkmez a Padova con la barca Antenore.

“Ora mi porti da Antenore”, dice Guido. Resto immobile. Non ce la farò mai. Guardo mio padre e non ci diciamo niente. Penso a mia madre e la sento che mi sprona da lontano. Partiamo noi due e loro tre. Penso a tante cose per strada. Cerco di fare un back up di quello che dovrei dire, ma c'è confusione alcuni file dall'emozione si sono persi nella mia testa e vanno forse in errore. Non li trovo. Pazienza, basterà. E penso a come sono arrivata a tutto ciò, per caso, non credo di meritarmi tanto. Siamo gente di periferia, quotidiana, abituati al sole del campo, non alla luce dei riflettori. Mi dico che dovrei smetterla di correre sempre col freno a mano tirato. Dopo qualche metro, siamo solo noi 5 e mi accorgo che tra noi non c'è differenza. Anche loro hanno il sole dei campi negli occhi. E' questo che mi colpisce di più di Spartiacque. E' tutto così semplice, calato nella vita di tutti i giorni. E' tutto così vero. Niente montature. Non ho davanti a me la Rai 5. Ho dei nuovi, dolcissimi amici, che per la prossima ora prenderanno me e mio padre per mano, ci metteranno sotto la loro ala protettrice e ci condurranno per Padova, la mia, la loro, antica e straordinaria Padova. Io e Guido parliamo molto in questi minuti, mescolando Giotto, la mia vita, la via Annia. Vuole sapere del mio lavoro. Mi colpisce questo interesse.

Maila Bertoli e Guido Morandini

 

Guido è un vulcano di idee. Due tre cose e già ha elaborato il programma dettagliato, che poi, strada facendo stravolgerà di continuo. Sorrido ancora su questo. E' un grande. CIAK si parte. Il primo è un disastro, non so dove guardare. Guido mi dice “Guarda me”. E con questo mi salvo, forse. Al secondo ciak non vedo più la telecamera. Siamo in “gita”, cinque amici in gita. Giuseppe immortala qualche momento del nostro viaggio e a casa lo guarderemo seduti sul divano ricordando la nostra vacanza. Così è da ora in poi per me. Mostro a Guido la Via Annia, gli parlo dei Ponti romani, del Caffè Pedrocchi. Entriamo all'Università, il colore del restauro alla luce del sole è rassicurante, bello. Mi fermo al centro del Cortile Vecchio del Bo. Guido inizia a girarmi intorno con la bici ed io mi sento Cenerentola invitata a ballare dal principe. Colonne e sottoportici girano intorno a me. Amo più che mai la mia Padova, deserta in questo fresco e luminoso mattino d'estate.

Bertoli Maila e Guido Morandini in Riviera Ponti Romani

Eccolo Antenore! dice Guido. Destinazione Paradiso. Ci lasciamo proteggere le spalle da questo principe troiano e parliamo tanto, io e Guido, di Antenore, degli Antichi Veneti. Mi sento un Faust decontestualizzato “in quel punto in cui dirò all'attimo: Fermati sei così bello”. Il resto del mondo rimane fuori. Non sento nient'altro e non vedo nient'altro. Neppure la telecamera che è a 30 cm da me. Tutto è così spontaneo, naturale. “Posso toccare il cielo, lo posso fare davvero”. Guido è rassicurante, Giuseppe è di una professionalità di altissimo livello. Si muove, si sposta ma lo percepisco a malapena. Non lo guardo ma il fatto che mi riprenda senza sosta mi fa pensare che mi stia dicendo “Stai tranquilla, vai così”. Lo adoro. E Claudia. La fata turchina di questa bellissima favola da cui non voglio uscire. Che annuisce, sorride, approva. E' giovane, ma così preparata, professionale, sicura e rassicurante come una mamma. Guido mi chiede se mi piace vivere a Padova. Adoro la mia città, adoro camminare sopra a metri di storia e pensare che anche io ne faccio parte. La storia siamo anche noi. Mi chiede se credo davvero che Antenore stia lì dentro. A volte abbiamo bisogno di credere in qualcosa anche se sappiamo che così non è.

Bertoli Maila, Bertoli Giovanni, Guido Morandini, Claudia Tarantino, Giuseppe sotto la tomba di Antenore

OFF. Telecamere spente. Hanno un treno che li aspetta, ma nessuno di noi se ne vuole andare. Stiamo lì un bel po' a parlare, a ridere, a prenderci in giro. Chiedo loro se litigano ogni tanto. Rispondono “mai”. Lì, sotto quel marmo nasce qualcosa che va oltre un obiettivo, va oltre il lavoro, va oltre questo momento di gloria. Supera lo Spartiacque. Sotto quel marmo ho capito il perché di tutto ciò. C'è sempre un confine tra due strade, due vie. E se ne abbiamo imboccata una, se apparteniamo ad una, se viaggiamo su una, non significa che l'altra non ci appartenga. Aldilà del confine, di ogni confine, c'è una parte che non vediamo ma che ci aspetta. Aldilà delle telecamere, di una barca che passa una volta nella vita e che io ho preso al volo, aldilà di tutto ciò, sotto quel marmo è nata un'amicizia, fatta di franchezza, complicità, di aiuto reciproco. Che sa di acque nuove, pulite, calme e limpide, che ci invitano a navigare là, oltre lo Spartiacque dei confini che pensiamo invalicabili. Guardandoci però sempre alle spalle per ricordare da dove veniamo. Caro ammaliatore di anime, Antenore sei tu. Tu e il tuo straordinario popolo, “quotidiano”, umile eppure raro, ci avete condotto in questa grande impresa, superando fiumi ormai inesistenti e abbattendo ostacoli e lingue che pensavamo incomprensibili. Qui siamo arrivati e sotto questo marmo, aldilà dello Spartiacque, “in placida quiete” abbiamo fondato una nuova città. Che sa di tante cose. Sa di buono. Back to the Future.

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Leggi il primo incontro

Leggi il racconto della troupe sul sito di Spartiacque - Rai5:

Veniamo tutti da Troia (primo incontro)
Il viaggio di Antenore (secondo incontro)

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