Bertoli Maila Bertoli Maila . Padova, (Veneto) Guida Turistica Padova e ville venete Provincia di Padova.
Guida Turistica Padova e Ville Venete Padova, (Veneto). 3385648858. .

"Ze qua e fiere Noenta" ovvero, La Sagra del Folpo di Noventa Padovana.

Sagra del Folpo - Noventa

Guardando fuori dalla finestra questa mattina ho pensato “Ze qua e fiere Noenta”. Se sei della zona certamente sai che a Noventa Padovana, il 4° weekend di Ottobre inizia la sagra del Folpo. In questi cinque giorni di festa trovi migliaia di persone "che taca Botton" ad ogni angolo della via centrale ;). Vengono qui per fare un giro in giostra, mangiare nei baracconi, comprare nelle bancherelle. Ma se a Noventa ci sei nato o cresciuto, sai benissimo cosa significa questa

frase in dialetto molto stretto. Se “ze qua e fiere Noenta”, stai tranquillo che accendi il termosifone, defintivamente, senza sosta. Pronti attenti via. ON e lo spegni in primavera. Se “ze qua e fiere Noenta” le foglie gialle a terra sono appiccicate l'un l'altra, la nebbiolina sale dal basso e avvolge tutto, sfuma le luci dei lampioni, decorati di luminarie intermittenti, che ti accolgono già dalla zona industriale. Se “ze qua e fiere Noenta” l'aria si riempie di ossetti e zucchero filato. Non puoi prendere impegni. Devi stare a Noventa. Se “ze qua e fiere Noenta”, non si va a scuola il lunedì, anche se ormai sei alle superiori e con Noventa la tua scuola non ha nulla a che fare. “Fiere Noenta” è uno stile di vita.

Il ricordo più vecchio che ho della Sagra di Noventa, e anche quello che più mi commuove, è legato a mia Nonna Antonia. In quei giorni questa minuta donnina veniva a chiamare me e le mie cugine e ci diceva “ze qua e fiere Noenta, dai che riva e giostre!” Sapevamo bene cosa voleva dire. Era inzio settimana ma per noi la festa iniziava in quel momento. Ci portava sul cancello di casa sua e lì si aspettava. Sul punto più stretto di via Cappello c'è un tombino. Ebbene, quel tombino è il ricordo più vecchio che ho della sagra. “Eccolo eccolo!”. Da in fondo arrivava il primo camion, per me altissimo, e passando sopra al tombino faceva traballare tutto il contenuto che trasportava. Un mostro in movimento, un bellissimo e rumoroso mostro. Che tuffo al cuore! “Erano gli aerei! No gli autoscontri!”. A uno ad uno sfilavano questi mostri carichi di felicità. Nei giorni seguenti si andava a monitorare sul campo.

E poi la domenica, tutti i mille parenti a pranzo da Nonna Antonia. Sempre stesso menu. Lesso, pien erbe cotte e lingua. Poi mancia a tutti i centomila nipoti e via alle giostre. La domenica la mancia la facevi fuori in dieci minuti tanto erano corte le corse.




Potrei inventariare ad occhi chiusi quello che si incontrava arrivando in via Roma. Al posto della piazza nuova c'era un campo, off-limits per noi piccoli. Solo giostre per i grandi, catenelle lunghissime e lui, il TAGADA'. I più fighi stavano in piedi tutto il tempo. La mitica pista dei Go Kart su cui ci si stava un bel "tot"o, giostra delle streghe con la schifida ragnatela sul viso, quello delle castagne con i sacchi rossi uno sull'altro e le scritte coi pennarelloni grossi. Fucili. Quella volta che è arrivato l'immenso barcone. Gabbie. Anche qui tanti eroi. PESCADIBENEFICENZA. Autoscontri dei grandi. Punto di incontro di intere compagnie. I meglio, passata l'epoca del giro in giostra stavano per ore in piedi lì davanti. Ma se eri il meglio del meglio ti mettevi lungo il bordo dalla parte interna, verso la villa. Giostrinachegiraintorno e trenino. Locomotiva con campanella, sonoilcapo, divertimento assicurato. E poi loro. Gli aerei. Un tempo volavano davvero. Si staccavano, giuro, e volavano altissimi. Bello bellissimo. Tutti giù....vintoo! Chiesa. Catenelle. Al posto dei cigni tanti pesciolini rossi da centrare con le palline. Ma stai tranquillo, te-lo-danno-lo-stesso-anche-se-non-vinci. Un tempo, davanti alla stradina del cimitero c'erano a destra la sala giochi, aperta già dal giovedì, e a sinistra la lotteria con la ruota e la lancetta rossa che girava, bici e ogni cosa in premio. Quella volta che abbiamo vinto una capra e un asino. E' passata l'epoca. Ora c'è la pesca, non più quella grigia con la scritta storica, ma un bel tendone bianco. Autoscontri dei piccoli, ciucetti e frittoea, folparo, fruttaroeo, Gastaldeo. Nonno Tilio. Non si passa. All'altezza del miglior dottore del mondo la strada si stringeva e se era domenica potevi anche impiegarci mezzora per fare 5 metri. Chisseneimporta siamo alla sagra. Fiere Noenta, stile di vita. Baracconi, totem giallo fumante, omino con il bicchiere che ti saluta, fiore rosso. Folparo, con le terrine di ceramica a striscette verdi. E tutti in piedi a magnare folpi, masenete, bovoeti. Aglio e prezzemolo. Venghino signori venghino, Ogni anno, di fronte alle scuole, un oggetto nuovo magico per la tua casa. Bruco. Che paura il buio dentro alla mela. Oggi non c'è più, a forza di bucarla, il bruco l'ha distrutta. Via Valmarana chiusa, bancherelle anche lì. Non parliamo del lunedì. Mi vegno da Ciosa paea sagra. Fiere de Noenta, ombelico del mondo.

Non si perdeva un'ora dal venerdì sera al martedì. Unico problema il ritorno di sera. Sui Maronari, si sistemavano le carovane e tu passavi a testa bassa di corsa, timorosa per il buio più totale, ma buttavi anche l'occhio curiosa sulle finestre per vedere dentro com'era. Tranquilla. Alla fine della via tua mamma ti veniva sempre incontro al momento giusto. Altro che cellulari. Il martedì la ressa. Mi raccomando stai lontana dalla Pesca, che non ti schiaccino. Tutti pressati per il numero 1. L'auto, un sogno. Noi abbiamo vinto solo friggitrici al massimo. Fuochi. Se eri sugli aerei potevi toccarli. Il mattino seguente tutto sparito e sull'erba i solchi dei camion partiti col pieno di sogni e felicità e tu che sentivi le gambe stanche e il cuore triste. L'unico che ti capiva era quello delle giostrine a destra della chiesa che restava fino alla domenica successiva. Grazie.

Anno dopo anno ho visto arrivare e crescere questa sagra. E' spesso difficile spiegare perché ci sei così affezionato. Perchè sei cresciuto e cambiato ma, come la tua sagra di Noventa, per la gran parte sei rimasto lo stesso. Può esserci una giostra nuova, un baraccone nuovo, puoi cambiare amici e abito. Ma ogni anno non puoi non passare per Noventa a vedere se tutto è a posto, ed è tutto al suo posto. Cara nonna Antonia, il tuo cancello è invaso dall'edera, ma il nostro tombino è ancora lì. Ho portato tutti i giorni mio figlio a vedere nascere la sagra e più di qualche volta ho rivisto me e te col dito puntato. E' uno stile di vita. Le giostre sono tutte al loro posto, pronte di nuovo a regalare emozioni. Si accendono le luci, fumano i camini, si alza il volume. Fiere Noenta. Altro giro altra corsa.

Joomla templates by a4joomla

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information