Bertoli Maila Bertoli Maila . Padova, (Veneto) Guida Turistica Padova e ville venete Provincia di Padova.
Guida Turistica Padova e Ville Venete Padova, (Veneto). 3385648858. .

Villa Giovanelli, l'infanzia.

Se la Riviera del Brenta fosse un percorso lungo le età della vita, per chi viene da Padova Villa Giovanelli Colonna rappresenterebbe certamente l'infanzia. Ad un bambino non puoi dar retta mentre fai altre cose. Lo stesso vale per lei. Non puoi guardarla con la coda dell'occhio mentre ti stai dirigendo altrove. Per poterla vedere devi

recarti lì appositamente. Lungo l'argine del Piovego, poco prima del Ponte di Noventa Padovana, sorge lei, villa tra le ville che decorano questo tranquillo paese appena fuori città. La più elegante, quella che vedi nel gonfalone.

Tanti bambini hanno corso sul prato di Villa Giovanelli alla ricerca di qualcosa che non c'è più. Una la vedo ancora stringere con le manine il centrale dei quattro cancelli. La vedo alzare la testa e salutare Diana e Apollo che la invitano, una a giocare alla caccia, l'altro a mettere in moto la fantasia. Invito accettato. La vedo allora osservare, sopra gli altri accessi, le statue dei mesi più caldi e più felici dell'anno in compagnia dei lavori sui campi, quelli che lei ha visto fare lì intorno dai suoi nonni. E' di casa lì. Supera quel cancello e galoppa dritta davanti a sè intorno a ciò che rimane di una fontana, testimone archiviata di svaghi di un tempo. Poi si ferma e guarda questo strano “castello” . Non sa che la famiglia bergamasca dei Giovanelli -commerciante di tessuti, proprietaria di latifondi e così ricca da comprarsi l'iscrizione al patriziato veneto in cambio di 200.000 ducati- la commissionò a un certo Antonio Gaspari, allievo di B. Longhena, alla fine del '600. Però sa benissimo, e se lo è fatto ripetere tante volte, che quella scalinata è stata realizzata mezzo secolo più tardi (1738, G. Massari), una sorta di “regalo” per Maria Amelia. Non fa fatica ad immedesimarsi in questa principessa di Polonia, meritevole di tanto e improvviso fine lavoro di scalpellìo. La figlia del Re, diretta a Napoli per le sue nozze con Carlo III di Borbone, si ferma qui, per un frangente, a Noventa, nella sua Noventa.

Così mentre sale, scalino dopo scalino, osserva di lato i “5 Sensi” di pietra che le aprono la strada e la approvano (opera di A. Gai, A. Tarsia, M. e P. Groppelli). La sesta statua non la guarda, non ha più tempo. Non ha ancora il tempo per farla parte di lei, per farle fare da filtro. La “Ragione” la lascia ai grandi, i suoi 5 sensi sono liberi, ancora. Giunta in alto, per lei è spontaneo fare una ruota con la sua gonna a pieghe e mentre lo fa sorride e ammira ciò che le sta intorno. La sua risata fa eco sotto quell'elegantissimo pronao pentagonale. Le imponenti colonne con alto basamento, lo stemma al centro, e altre cinque “amici” di pietra che chiudono e sovrastano il timpano, sembrano davvero prendere il volo. Con lei. Guarda le due torrette e immagina il suo principe arrampicato per salvarla. Ama questa villa, la sente sua in questa fresca serata invernale, dove una brezza fa ballare dolcemente le lampade sopra alla sua testa. Certo, ballare. E' qui per questo. Il suo principe dalle chiare forme paterne la prende per mano, le fa un inchino e la conduce nel salone delle feste. Il tempo ha reso instabile il pavimento dai mille colori e il fatto che traballi mentre si muove le fa mancare il respiro. Conferisce al luogo un che di magico. Perché la serata lo è veramente. Sente la musica, la sente davvero. Balla e tutto ciò che le sta intorno si muove con lei.. Venere, Amore, Psiche, Zefiro, Mercurio...Si sposta da una stanza all'altra ed entra incontra Apollo, Dafne, Mitra e Pan. Ferma lo sguardo su Antonio e Cleopatra, tra stucchi bianchi e dorati. Non sa che uscirono dal pennello e dalla mente di P. Farinati, F. Brusasorci, S. Ricci, A. Pellegrini, B. Litterini e del fiammingo P. De Coster. Lo saprà, col tempo. Ci sarà tempo. Del resto, a un bambino non devi spiegare tutto. Deve capire solo quello che vede. Non puoi spiegarle che questo “castello”, “Tempio”-villa- fu venduta in epoca napoleonica e, intorno al 1830, rilevata dal governo austriaco rischiando la demolizione. Passando di famiglia in famiglia fu sede di comandi dell'esercito italiano, tedesco e degli alleati, periodo in cui andarono perduti biblioteca, mobili e dipinti. Furono demoliti gran parte degli edifici adiacenti, serre padiglioni labirinto. Rimangono una barchessa e una cappella. Non sa niente di tutto ciò. Non potrebbe comprenderlo. E chi lo comprende, del resto. Sa invece che era sede del Villaggio Sant'Antonio, casa nuova e ritrovata di orfani e disabili. Lo sa perché qualche volta ha giocato con loro.

Ne è passato del tempo da allora. Quella bambina non corre più su quel prato e non è più entrata da allora in quelle sale, chiuse al pubblico per problemi di sicurezza. La villa ha nuovamente cambiato proprietà. Sono spariti pavoni e caprioli. Ma quando ci passa davanti, se chiude gli occhi pensa a quel pavimento traballante e sente, come allora, un tuffo al cuore. Villa Giovanelli, l'infanzia. Prima tappa di quell'incantevole percorso lungo le età della vita della Riviera del Brenta, bambina dal colore di latte e biscotti, è stata dichiarata “Meraviglia Italiana” nel 2013.

da BERTOLI MAILA, Villa Giovanelli, Incantevole debutto del celebre percorso, contenuto in "Piacere Padova & Complimenti Padova" di DONA',P. Vol. 1 Padova, 2013

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