Bertoli Maila Bertoli Maila . Padova, (Veneto) Guida Turistica Padova e ville venete Provincia di Padova.
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Padova - Experia andata e ritorno. Una giornata con la troupe di Rai Expo

Mi chiama la sera prima. Domani siamo a Padova per Experia, il programma di RAIEXPO, ti voglio intervistare, ci sei? Certo che sì. Ogni volta è così. Non ti dà troppo tempo per prepararti. Corro da mio padre e dico “torna”. Ci fissiamo negli occhi e sorridiamo entrambi. Sappiamo già cosa ci aspetta. Guido Morandini abbiamo imparato a conoscerlo col tempo e il fatto di poterlo rivedere ci dà l’impressione che

 

non siano passati già due anni dai due incontri precedenti. Il mattino successivo andiamo in albergo a prenderli. Guido è nella hall al lavoro. Ci saluta ci abbraccia. In un minuto ci descrive il suo nuovo programma e dopo 20 parole ci siamo già dentro anche noi, conquistati ancora una volta. Bentornato Antenore, grande ammaliatore di anime. La fata turchina non c’è stavolta, ma sembra guidarci da lontano coi suoi lunghi capelli che svolazzerebbero liberi sotto la pioggia incessante di questo sabato mattina padovano. Scende Diego Piscitelli, giovane ma dalle mille risorse. Ci saluta, lo guardiamo e dopo un minuto lo conosciamo da una vita. Li ha plasmati a sua immagine. Scende Angelo Beosio e qui mi emoziono davvero. L’avevo conosciuto durante quel primo incontro alle Porte Contarine con quel sorriso dolce di chi ha visto tanta acqua passare e sa come tenerla a bada. Partiamo, sempre dritti, Golena San Prosdocimo. Arriva il resto della troupe. Qualche minuto e siamo già dentro il set. Deja-vu. Pazzesco. Tutto come prima. Tutto nuovo. Mi gira la testa. Ci sconvolgono la semplicità e la trasparenza di Guido. Apre il camioncino, ci mostra l’ombrello dei pastori abruzzesi e ci dice “Sono felice di aprirlo per la prima volta con voi”. Io e mio papà ci guardiamo e pensiamo entrambi: non è cambiato. Me lo fa tenere in mano. Credo di morire, pesa enormemente, ridiamo tanto. Gli uomini scendono la barca dalla bagagliera a fatica, pesa. Ci manca pure l’acqua della notte che si è raccolta dentro. Bulloni e viti che girano mentre Angelo ci racconta fiero come l’ha costruita.

   

Facciamo una prova in acqua poi ti intervisto. AH. Non mi hai detto cosa mi chiedi però. Questo questo e questo. Bene ho 5 minuti e rimetto in ordine i pensieri, cuore a mille. Salgo in barca pure io. Diego davanti a me, al mio fianco Guido. L’altra volta non ero così emozionata, accidenti. Microfono, clic, si parte. Diretta streaming___ Guido mi parla e mi chiede tutt’altra cosa. Vorrei sprofondare. Lo guardo e improvviso. C’è qualche problema, non va in onda. Rifacciamo, salva. Ora so cosa dire. Ma non ho calcolato lui. Per la terza volta mi cambia domanda. Sorrido alla telecamera e penso che è un grande. Capisco il segreto di quest’uomo. Non ama il costruito, il preparato, il falso. Nei suoi lavori vuole far trasparire la verità, la quotidianità, esaltare le fragilità delle persone trasformandole in punti di forza. Sembra una missione la sua. Quella di far aprire gli occhi alle persone che incontra e dir loro “ricordati che sei importante” . Ha un valore del prossimo così alto che a volte, davvero, mi pare che si annulli per far sentire chi ha davanti il protagonista indiscusso di quello che succede.

Si gira lungo il Piovego, Portello, Contarine. Per un po’ li guardo dall’alto accanto alla troupe e nel mio piccolo consiglio il punto da cui si ha una visuale migliore. Sono curiosa di fronte a tutta la loro attrezzatura. Porte Contarine. Ponte Molino. Pausa. Maila, Sali in barca per il ritorno? Certo che sì. Lungo il percorso parliamo io e Guido, mi spiega meglio “Experia”, ascolto incantata quest’uomo che non smette mai di cercare, di scoprire, di vivere luoghi nuovi, vite nuove. All’ altezza del leone marciano mi prende alla sprovvista. Manco mi accorgo che riprende mentre gli spiego di che si tratta. Sorrido ancora adesso di questo. Stiamo per arrivare al punto di partenza e qui mi dice: registrami col telefono. Non ancora soddisfatto guarda l’obiettivo parlando di me e ringraziandomi. Attracco. Si scende. La sera si cena a casa nostra. I miei tirano fuori il meglio di loro. Li adoro. Lui chiede, chiede sempre quando conosce qualcuno. Tutti hanno qualcosa da dire, da insegnargli, da fargli capire. E’stanco, noi pure. Ha un sacco di idee per il giorno dopo. Lo portiamo in albergo.

 

E mentre ti guardo entrare attraverso la porta scorrevole sento in tasca quel sasso che mi hai regalato stamattina. Un sasso del Ticino, un cogolo, che ha viaggiato con te metro dopo metro. Sai, mi hai detto al mattino, questo tipo di sasso viene lavorato e trasformato in ceramica. Grazie di questo passaggio veloce nelle nostre vite, grazie per averci portato un lavoro da fare, quello di aspirare sempre a trarre da un sasso un’opera d’arte, dalle nostre vite quello che vale. Dalle vite degli altri il meglio di quello che possono dare. Perché questa è la tua verità. “Il viaggio è un dare e un ricevere”. Non si può prendere senza donare. Non si può togliere senza dare. Non si può distruggere senza costruire. Nessun uomo è un’isola. EXPERIA. Immer geradeaus.

Guarda la mia intervista per Rai EXPO

 

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